La storia

Il nome di Favignana deriva dal latino favonius (favonio), termine con il quale i romani indicavano il vento caldo proveniente da ovest. Il paese di Favignana, il centro abitato, sorge tuttora intorno ad un'insenatura naturale dove è stato costruito il porto, sulle cui sponde sono presenti gli edifici delle antiche tonnare Florio.

I fenici la chiamavano Katria, i latini Egate, i greci Aegusa (l'isola delle capre) per la quantità di capre selvatiche che pascolavano nell'isola. Ma, oltre alle capre, una volta nel territorio isolano c'erano altri animali selvatici come i conigli e gli asini. 

L’isola di Favignana è passata alla storia come uno dei luoghi più amati dai Florio, la nota famiglia di imprenditori calabresi che, nel corso del XIX secolo, grazie alla Compagnia di Navigazione, alla produzione di vino e olio, al commercio e alla lavorazione del tonno rosso e del pesce azzurro sott’olio, diventarono i signori più potenti di tutto il Mediterraneo. 

I più frequenti visitatori dell'isola furono Ignazio Florio Junior e la moglie, Donna Franca, che giungevano nell'isola a bordo dei loro lussuosi yacht, per assistere alla mattanza o per godere dello splendido mare dell'isola di Favignana e di una natura selvaggia e incontaminata unica nel suo genere.

Prevalentemente brulla, l'isola si estende per 19 km², per una lunghezza di 9 km e una larghezza di 4. 

Formata dal Bosco e dalla Piana, l'isola di Favignana è tuttora divisa in queste due parti grazie ad una montagna di origine calcarea che si adagia sul mare come una farfalla... 

Il punto più alto dell'isola è infatti Santa Caterina a 310 metri sopra il livello del mare, in cima alla montagna, dove risiede un castello incantato illuminato a giorno anche la notte. 

La famiglia Florio e lo stabilimento....

Risale al 1799 l’arrivo della Famiglia Florio in Sicilia quando, da Bagnara Calabra i capostipiti di una dinastia che diventerà una delle maggiori potenze economiche del nostro paese, giunsero a Palermo, rilevando un’antica bottega di droghe e coloniali nel centro storico del capoluogo siciliano.

L’ascesa sociale ed economica dei Florio fu rappresentata dalla più consistente flotta mercantile italiana, con la quale gestivano anche i servizi postali fra Sicilia e continente, dalla cantieristica navale, dall’attività di estrazione dello zolfo, dal settore chimico e metallurgico, dall’attività nelle filande, dagli investimenti nel settore alberghiero, dalla produzione enologica, dalla quale nacque il famoso vino Marsala, e per finire dalla gestione delle tonnare di Favignana e Formica, con l’annessa attività di lavorazione e conservazione sott’olio del tonno pescato.

Lo stabilimento Florio ha una estensione di circa 40.000mq. Il complesso è formato da un insieme di padiglioni per la maggior parte comunicanti fra loro. Il primo corpo di fabbricati , già esistente quando Ignazio Florio Senior acquistò dai marchesi Pallavicini le isole Egadi , fu completato ed ampliato con i vari magazzini adibiti alla cottura e alla lavorazione del tonno da conservare. I PRETTI , il cui nome deriva dall’ ingegnere Eugenmio Pretto di Genova , progettista e costruttore dello stabile, appartenevano anche essi all’ intero complesso della tonnara, era un edificio adibito alla lavorazione delle sarde, a magazzini e foresteria per alcuni dei numerosi dipendenti della famiglia.

Chiuso ed abbandonato per molti anni, forse troppi, venne acquistato da una società composta da persone amanti dell’isola e della su storia e dal 2010 è divenuto un resort di sole 16 suites.

Che la storia abbia inizio……………